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Incontro tra i pazienti del Centro Diurno Ra.Gi. e i ragazzi dell’Istituto Penale Minorile

Un incontro intergenerazionale che ha messo insieme due fragilità, due mondi invisibili, che vengono rifiutati dalla società perché ritenuti elementi di disturbo: i pazienti con malattia di Alzheimer da una parte ed i ragazzi dell’Istituto penale minorile “Silvio Paternostro” di Catanzaro dall’altra.

Un incontro che ha visto la presenza del Garante dell’Infanzia e l’adolescenza della Regione Calabria Antonio Marziale, del direttore dell’Ipm Francesco Pellegrino, della presidente della Società italiana di Geriatria e Gerontologia Calabria Alba Malara, della direttrice dello Spazio Alpade (Alzheimer Parkinson e Demenze) della Ra.Gi. Onlus Elena Sodano, degli operatori del Centro diurno (il primo in Calabria per la cura dei disagi cognitivi e psico-corporei) che hanno accompagnato i pazienti e dei professori che stanno seguendo i ragazzi nel loro percorso scolastico.

Un giorno particolare quello vissuto dai ragazzi dell’Ipm che hanno ricevuto in dono tanti abbracci e baci da parte di “nonni particolari”. «Gli anziani affetti da demenza sono persone che hanno ancora molto da dare e da dire e la presenza qui oggi di sette pazienti affetti da malattia di Alzheimer e Demenza fronto-temporale con declino cognitivo lieve e moderato, vuole essere un dono per questi ragazzi che attraversano un periodo complesso della loro esistenza – ha affermato Elena Sodano – perché le parole e i gesti di queste persone, la cui mente è ormai compromessa dalla malattia, vengono dal cuore e lasciano nell’animo una profonda traccia emozionale». Gesti che vanno oltre lo stigma, oltre ogni barriera, perché come ha sottolineato la dottoressa Malara « essi fanno leva su ciò che di più puro c’è in ognuno di noi, quel qualcosa che non conosce differenza di età, di colore della pelle, di lingua, di religione.

È su queste basi che si verifica uno scambio intergenerazionale unico tra i pazienti con demenza del Centro Ra.Gi., che lasceranno una traccia indelebile nell’animo di questi ragazzi, i quali a loro volta hanno donato loro una possibilità in più di sentirsi più vivi».

Emozione e tenerezza i sentimenti che potevano leggersi negli occhi dei 25 ragazzi dell’Ipm mentre ricevevano dalle mani dei loro “nonni speciali” caramelle, cioccolatini e anche dei piccoli alberelli di Natale colorati in feltro da essi stessi realizzati all’interno del Centro Diurno. Niente sguardi di diffidenza nei loro occhi mentre ricevevano le carezze da quelle mani rugose, ma tanta dolcezza nel ritrovare ed accogliere dei sentimenti legati al ricordo dei loro nonni. Molto emozionato era anche il Garante dell’Infanzia e l’adolescenza Marziale nel guardare il video di presentazione delle attività svolte all’interno del Centro Diurno gestito dalla Ra.Gi.. Siccome esso accoglie anche uno Spazio specifico per il trattamento delle disabilità dei giovani adulti: lo Spazio Di.Ha.De., il garante si è detto quindi favorevole ad un incontro con la presidente della Ra.Gi., per definire una serie di programmi di intervento che possano andare anche in favore degli anziani più deboli.

Nel sottolineare l’innegabile importanza di una figura istituzionale come quella del Garante per l’infanzia e l’adolescenza, la dottoressa Sodano ha inteso evidenziare che « forse sarebbe necessario istituire anche quella del Garante per i diritti degli anziani. Occorre sicuramente difendere da ogni tipo di abuso i bambini, che rappresentano il nostro futuro, ma non ci si può dimenticare del fatto che tanti anziani vengono maltrattati e spesso tali vicende non fanno scalpore perché essi rappresentano per la società non un’idea di futuro, ma un “fine vita”. Tuttavia non è così, perché l’anziano rappresenta le nostre radici e le radici meritano rispetto». «Insieme alla Ra.Gi. si sta cercando di attuare un profondo cambiamento culturale del prendersi cura – ha affermato la presidente Malara – una cura che va oltre il farmaco, oltre le residenze, oltre l’istituzionalizzazione; una cura che porta anche i pazienti con demenza a ritrovare il loro spessore esistenziale.

Questi pazienti vengono stigmatizzati dopo la diagnosi, ma il vero fallimento consiste nel non fare nulla affinché la loro esistenza continui ad avere la stessa dignità che possedeva prima dell’avvento di questa terribile malattia».

Oltre a ringraziare il direttore dell’Ipm, dottor Francesco Pellegrino per la disponibilità dimostrata, la profonda gratitudine della Ra.Gi. Onlus va anche alle famiglie dei pazienti che, nonostante la giornata piovosa, hanno permesso questo incontro.

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Elena Sodano

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