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IL METODO

“… l’obiettivo realistico dell’approccio riabilitativo nel paziente demente consiste nel rallentamento della progressione della malattia, piuttosto che nel ripristino della “funzione lesa”

O.Zanetti e T. Metitieri “Le demenze” di Marco Trabucchi

 


 

Modalità d’inserimento

Il paziente accede al centro dopo un colloquio con i familiari, di notevole importanza per conoscere la storia di vita dell’utente, le sue attitudini, gli interessi, le abitudini e le preferenze. Il Centro si riserva un periodo di osservazione e di approfondimento delle condizioni psico-fisiche e delle capacità relazionali del paziente.  Naturalmente nel momento in cui il familiare e/o il paziente decide di essere inserito è necessario fornire al Centro la diagnosi di demenza  di grado lieve o lieve – moderato.

All’interno del centro, agli utenti sono offerte diverse attività laboratoriali basate su terapie non farmacologiche e terapie espressive, che combinano insieme discipline attinenti a varie aree:

(senso-percettiva, psicomotoria, cognitiva, socio-affettiva,  ecc.) con un’effettiva ricaduta sulle potenzialità occupazionali e relazionali dei pazienti stessi.

Cosa si intende per “terapia”

Il termine terapia deriva dal greco therapeia e significa cura, guarigione.

Essa si occupa dei metodi usati per il trattamento, il miglioramento e/o la guarigione dei sintomi di malattie e patologie.  Le terapie hanno lo scopo di riportare l’individuo da uno stato patologico a uno stato sano o di rendere sopportabile e meno dolorosa la manifestazione di sintomi che creano disagio.

 


La nostra metodologia …

ricoccolandoLa metodologia privilegiata presso il “Centro Al. Pa. De.” è quella del LABORATORIO E DEL GRUPPO inteso come luogo del fare, luogo in cui l’utente è libero di esprimere se stesso, far emergere le proprie capacità e potenziare le sue risorse.

Le varie attività si svolgono sia all’interno di uno spazio appositamente dedicato, che all’esterno, favorendo così la comunicazione e l’integrazione dei soggetti.

L’utenza in base alle esigenze viene divisa in gruppi il più possibile omogenei a seconda delle patologie e dell’attività praticamente attuabili. La scelta di ogni intervento, infatti, è flessibile ed è modulata costantemente in funzione dei bisogni, delle caratteristiche (individuali, culturali, biologiche e psicologiche) dei pazienti.

Inoltre, per consentire ai pazienti una maggiore partecipazione a tutte le attività, e per mantenere sempre viva la loro attenzione, ogni laboratorio ha una durata di circa 40 minuti.   Durante le tre ore di attività, dunque, il paziente è coinvolto in tre laboratori diversi compreso lo “Spazio Merenda” che rappresenta per tutti un particolare momento di condivisione e aggregazione.


I nostri laboratori

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I nostri laboratori seguono una programmazione mensile e si suddividono principalmente in:

Interventi riabilitativi specifici  che si focalizzano su una particolare area (cognitiva,comportamentale motoria, relazionale, ecc. )

Interventi riabilitativi a-specifici che non intervengono su un’ area funzionale particolare, ma agiscono a livello globale, ristrutturando e ridefinendo l’intero sistema di relazioni tra le diverse aree funzionali.

Di fronte alle Demenze è necessario un approccio multicomponenziale che abbia al centro non la guarigione (impossibile) del paziente, ma la cura (intesa come prendersi cura) e quindi il miglioramento della qualità di vita complessiva


Interventi riabilitativi specifici

            AREA COGNITIVA

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Viene svolta con pazienti affetti da demenza lieve – moderata, in assenza di disturbi comportamentali e deficit sensoriali.

Essa unisce insieme  3 approcci non farmacologici:

ROT;

Terapia della Reminiscenza;

Terapia della Rimotivazione

La Terapia delle 3 R, dunque si propone  i seguenti obiettivi

rafforzare le informazioni di base rispetto alle coordinate spazio-temporali per ri-orientare il paziente;

stimolare la memoria in particolare quella per i fatti personali, sia a breve che a lungo termine;

migliorare il livello di autostima del paziente facendolo sentire ancora partecipe di relazioni significative e riducendone la tendenza all’isolamento.

stimolare le relazioni interpersonali essendo principalmente una terapia di gruppo favorisce il confronto e gli scambi relazionali tra i partecipanti


                      R.O.T.

Reality Orentation Therapy

Consiste nel riorientare il paziente rispetto a sé, alla propria storia e all’ambiente tramite ripetitive stimolazioni:

verbali (attraverso domande dirette o informazioni sul passato recente, sulla famiglia, ecc);

visive e scritte (attraverso libri, giornali, fotografie o video);

sonore- musicali (usando registrazioni di voci, rumori ambientali o musiche).


Terapia della Reminiscenza

terapia della reminescenza

La terapia della Reminiscenza applicata  presso il “Centro Al. Pa. De.”  utilizza gli eventi passati come spunto per stimolare le risorse mnestiche residue e per recuperare esperienze emotivamente piacevoli  integrando i ricordi passati con quelli recenti e ampliando la memoria recente.

Spesso nelle sedute di Reminescenza, grazie alla collaborazione dei familiari, sono utilizzati gli oggetti personali dei pazienti.

Terapia di Remotivazione

Si pone l’obiettivo di contrastare la tendenza all’isolamento, il paziente nel corso delle sedute  viene spronato a discutere di argomenti di attualità che risultano vicini alla sua realtà.

Oltre alla Terapia delle 3 R presso il Centro vengono applicati diversi interventi di stimolazione cognitiva modulati in base alle peculiarità dei pazienti.

Spesso questi interventi vengono presentati come giochi, ciò permette di stimolare un sano gusto della sfida per rispondere esattamente e contribuisce a creare un clima divertente e sereno favorendo meglio l’integrazione e la socializzazione degli ospiti.


Laboratori di Stimolazione Cognitiva

La stimolazione cognitiva ha principalmente due obiettivi:

favorire l’utilizzo e il mantenimento temporaneo delle funzioni residue del paziente, partendo dalla conoscenza del suo livello di funzionamento complessivo e specifico, in modo da modulare l’attività al fine di promuovere l’utilizzo delle capacità già conservate;

promuovere esperienze gratificanti che sostengano l’autostima e l’immagine personale. Ogni attività, infatti, deve essere adeguata agli interessi e alla capacità di socializzazione della persona.

I laboratori di Stimolazione Cognitiva sono molto vari e si adattano alle diverse tipologie d’utenti. Principalmente ogni laboratorio di Stimolazione Cognitiva tende a stimolare le diverse funzioni:

– Orientamento;

– Attenzione;

– Memoria;

– Linguaggio;

– Ragionamento logico;

– Riconoscimento tattile – visivo         sonoro

– Attività prassico – motorie


I laboratori di Stimolazione Sensoriale

laboratorio sensoriale

La stimolazione sensoriale, abbinata o meno ad altre attività strutturate, individuali o di gruppo, può rappresentare un mezzo per conservare le abilità residue e mantenere attivo il paziente.

Quando queste attività vengono effettuate in gruppo, stimolano l’interazione sociale, migliorando il tono dell’umore dei partecipanti e creando una notevole relazione empatica


Attività di tipo occupazionale

Sono rivolte alla stimolazione delle funzioni residue attraverso la realizzazione di prodotti finiti e all’occupazione in attività della vita quotidiana (arti, mestieri, attività domestiche e ludiche).  Attraverso queste attività ci si propone di recuperare e potenziare le abilità cognitive e funzionali dei pazienti nonché , di  favorirne la socializzazione.


Laboratori di manualità e creatività

manualita

Nell’Alzheimer come in tutte le patologie Neuro Degenerative, la creatività e le attività manuali rivestono un ruolo importante, in quanto il paziente riesce ad elaborare dei contenuti interni in maniera simbolica, in questo modo ha il duplice beneficio di rientrare in connessione con sé stesso (con i suoi contenuti interni), e con il mondo esterno, traducendo questi contenuti in forme artistiche.

La filosofia che accompagna queste attività è quella del “fare insieme”.

L’obiettivo principale di queste attività è quello di mantenere attive le capacità fino-motorie attraverso l’utilizzo di diversi materiali che possono essere pastelli o matite (materiale convenzionale), ma anche sabbie, spezie, farine (materiale non convenzionale), e materiale da riciclo.

Inoltre, è noto che, quando creiamo qualcosa, dal semplice colorare fino ad attività più complesse, si  mettono in campo le risorse cognitive legate all’organizzazione del materiale a disposizione, ed  emozionali legate ai vissuti che ispirano ad esempio le scelte dei colori e dei soggetti.


Attività di socializzazione e ricreative

musica

Tra le attività di socializzazione, il canto ha rappresentato uno dei modi più potenti per  risollevare l’umore. Cantare, inoltre, comporta la  rievocazione dei testi delle canzoni costituendo pertanto uno stimolo cognitivo ed emotivo molto forte  e un esercizio per la memoria.

Abbiamo visto come ricordare e ricostruire una canzone in tutte le sue  parti, ritmo, melodia, e testo mantiene attiva la  memoria, accresce la produzione linguistica migliora il tono dell’umore del paziente.

All’interno del “Centro Al. Pa. De.” con l’aiuto di alcuni amici sono stati reinventati  alcuni laboratori:

– Laboratorio di Capoeira;

– Laboratorio di Tai Chi;


Laboratorio di Capoeira

capoeiraQuesto laboratorio ha riscontrato molto successo non solo tra i pazienti ma anche a livello nazionale … è stato premiato infatti per la sua originalità  attraverso un articolo scritto dalla giornalista Angela Rubino che ha vinto il “Premio giornalistico della Federazione Nazionale Alzheimer”    .

Ed è proprio dal ritmo che il Maestro Emilio Naso Antropologo è partito nel proporre questa disciplina.  Ai pazienti del Centro è stato proposto un laboratorio dove l’ascolto della musica con il BIRIMBAO ha favorito l’evocazione di ricordi, facilitando le associazioni e permettendo un aumento della comunicazione verbale e non verbale e di tipo creativo. I pazienti infatti hanno accolto  con molta naturalezza  questa disciplina e questo  ha semplificato  la risposta agli stimoli ritmici della musica e delle nenie cantate insieme al gruppo, nenie che, spesso, sono state trasformate dai pazienti in canti religiosi


Laboratorio di Tai Chi

taichi

Il Tai Chi è un approccio terapeutico non convenzionale che, come mostrano numerosi studi, ha effetti positivi sulla sfera fisica, psicologica e relazionale.

E’ un’antica arte marziale cinese caratterizzata da movimenti lenti e tecniche sottili ed anche questa disciplina aiuta a migliorare l’equilibrio e i movimenti di chi è affetto dal Parkinson.

L’importante per il paziente non è tanto il “ricordare” i movimenti o una sequenza, quanto il “fissare” i principi che stanno alla base dei movimenti fondamentali del corpo umano nello spazio in modo da renderli parte integrante (“normali”) del proprio vivere quotidiano.

Il laboratorio è svolto dal maestro Mimmo Burzachechi


Per i familiari …. Alzheimer Cafè

Spazio Alz-Help”, un percorso di formazione e sostegno, rivolto ai familiari di persone affette da demenza.

Diverse, infatti, le famiglie che, una volta la mese, usufruiscono di questo servizio basato soprattutto sul principio del mutuo-aiuto.

il familiare si sente spesso sommerso da tanti problemi e difficoltà che si accavallano, sentimenti contraddittori insieme a difficoltà pratiche continue che tendono a soverchiarlo.

Capire le proprie emozioni può essere di aiuto nella gestione del malato, così come può essere utile per se stessi.

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