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Scuola DemenzAlzh

IL LUNGO TEMPO VACANTE NELLE DEMENZE

RIFLETTENDO… Ieri sera per la prima volta in tutto questo mio girovagare ho ascoltato le voci e le testimonianze di un farmacista e di un medico di medicina generale che chiedevano aiuto al signor sindaco che avevano difronte. Un aiuto che si traduceva nella palese realtà che nessuno dei due poteva far qualcosa per dar sollievo alle famiglie nè tanto meno, poteva supportare attraverso i farmaci e le prescrizioni mediche il lungo e caotico cammino delle persone con una demenza. Si, perché è proprio un lungo cammino di tanti anni di vita.
Una testimonianza vera, forte chiara e non di parte. Perché c’è un vacante tempo nella cura delle Demenze. Ed è quel tempo, quel lungo tempo che va dalla diagnosi alla fine della vita. Ma è proprio in questo tempo che nessuno ci vuole investire. Perché è un tempo che non produce benessere se non per i familiari e le persone con Demenze. Pensateci. È così. Al momento della diagnosi c’è il grande investimento verso la cura farmacologia, nella fase più avanzata, c’è il grande investimento verso le case di cura. Entrambi necessari. Per carità. Ma c’è una terra di mezzo che prevede l’investimento sulla Frammentazione delle persone con Demenze e la Frantumazione del nucleo familiare.
Familiari e persone con Demenze che sembrano essere diventati INTOPPI GESTIONALI. Ecco, parlerò proprio di questo al convengo sulla malattia mentale che si terrà a Reggio Calabria sabato prossimo. Si. Deciso.

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Elena Sodano

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