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Demenza, il metodo Teci ha aperto una nuova via nell’approccio assistenziale

Sabato in Comune la presentazione in prima nazionale del volume che illustra la terapia elaborata dalla psicologa Elena Sodano.

“Sei un demente!”. Un insulto pesante, ma come tanti. Anzi, neppure particolarmente lacerante e svilente rispetto ad altri che quando però si tramuta da aggettivo in sostantivo e viene comunicato da uno specialista quale diagnosi getta nello sconforto più totale il destinatario della notizia e i suoi familiari. Le patologie cosiddette neurodegenerative sono infatti devastanti, non uccidono in fretta bensì consumano lentamente lo sfortunato ammalato. Allo stesso modo provocano “ferite” profonde nel cuore e nella psiche di quanti lo circondano, i quali giorno dopo giorno stentano a riconoscere una persona a cui sono legati in maniera viscerale. Un vero e proprio dramma privato, insomma, anche perché quasi mai ci sono farmaci che riescono ad arrestare o addirittura a far regredire la malattia.

Ecco spiegato il motivo per cui gli studi della psicologa Elena Sodano, presidente della RaGi, a cui si deve l’elaborazione del metodo Teci stanno riscuotendo un interesse e un apprezzamento davvero notevoli. Un’attenzione testimoniata anche dalle tantissime e qualificate presenze registrate sabato pomeriggio nella Sala Consiglio di Palazzo De Nobili in occasione della presentazione in prima nazionale del manuale “Il corpo nella demenza: la Terapia Espressivo Corporea Integrata”, in cui viene appunto illustrata la metodologia Teci. Il volume descrive quest’innovativa forma di assistenza sperimentata nel Centro Diurno Spazio Alpade su patologie quali Alzheimer, Parkinson e simili. Esperienze maturate, divenute una sorta di terapia che, seppur non risolutiva dei danni arrecati dalla malattie alle loro vittime, rappresenta una tecnica da cui potrebbero scaturire anche ulteriori effetti di alto valore clinico e dunque scientifico. Dati, per così dire, appunto inseriti nel volume che costituisce quindi un testo per la diffusione della conoscenza di un approccio diverso alla demenza. Un metodo più esistenziale che assistenziale rispetto a malattie per cui, come premesso, non esiste ancora alcuna cura.

Il merito di tale mirabile lavoro non poteva di conseguenza non essere riconosciuto tanto che l’iniziativa della Sodano e della Ragi sarà oggi veicolata all’intero Paese dalla Tv di Stato italiana, malgrado invece la sua diramazione periferica (Rai3 Calabria) abbia a sorpresa ignorato l’appuntamento svoltasi in Comune. Una decisione che ha suscitato “l’ira funesta” del sindaco Sergio Abramo, il quale ha addirittura parlato di sdegno e indignazione per l’ostracismo – a suo avviso – nei confronti della città.

Al di là di tutto la presentazione del libro ha come detto richiamato la partecipazione – oltreché del “padrone di casa”, Abramo – di una serie di professionisti che hanno a vario titolo collaborato alla realizzazione del progetto. Si tratta, insieme alla Sodano, della curatrice del testo Antonella Scalzi, della madrina artistica Tonia Santacroce, del neurologo Ferdinando Schiavo, della geriatra Alba Malara e dello psicologo musicista Andrea Galiano.

Senza dimenticare la special guest della serata, la soprano Rosaria Angotti, e la giornalista Maria Rita Galati che ha coordinato la lunga serie di interventi.

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Elena Sodano

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